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San Giovanni Battista

PARROCCHIALE

La parrocchiale di San Giovanni Battista di Celle Macra risale al XIV secolo: viene infatti citata in documenti del 1386. Fra XVII e XVIII secolo la Parrocchiale è stata quasi completamente riedificata in stile Barocco. Fa eccezione il campanile medievale, che conserva la sua struttura originale con bifore e cuspide piramidale. L’interno della chiesa presenta un’unica navata con volte a vela, un ampio presbiterio e due cappelle laterali e conserva un battistero gotico attribuito alla bottega dei fratelli Zabreri.
Nella cappella di destra si trova la pala del Rosario, risalente al Sei-Settecento; a sinistra si trova invece una tela del Gonin, la quale originariamente fungeva da pala d’altare e ha così nascosto e preservato il vero gioiello di questa chiesa: il prezioso polittico di Hans Clemer, il Maestro d’Elva. Commissionata nel 1496 da Giovanni Forneris di Fiasco, probabilmente il parroco dell’epoca. Il polittico appartiene al primo periodo artistico di Hans Clemer in quest'opera il Maestro d’Elva riesce a fondere le caratteristiche della pittura di area mediterranea provenzale con i nuovi influssi dell’arte lombarda e ferrarese. Composta di cinque tavole la pala d'altare è posta in alto sulla parete absidale. Sfuggita alle razzie napoleoniche, anche se è giunta a noi senza le cornici polilobate, è una delle sue poche opere datate di Hans Clemer. Le cinque tavole sono dipinte a tempera all’uovo, su due registri sovrapposti: nel primo sono raffigurati, a tutta altezza, al centro la Madonna col Bambino che tiene in mano una pera; a destra san Paolo e san Giovanni Evangelista; a sinistra san Pietro e san Giovanni Battista, il quale presenta il committente in preghiera, come era usanza al tempo. Mancano le cornici ad ogiva in legno decorato e dorato che raccordavano le figure; sopra le tracce di queste, inclusi in tondi, sono raffigurati, a sinistra, san Sebastiano e san Michele; al centro l’Annunciazione con l’arcangelo e la Madonna; a destra santa Maddalena e santa Caterina. Nel registro superiore, invece, le figure sono rappresentate a tre quarti: a sinistra troviamo san Lorenzo con la graticola simbolo del martirio, e sant’Antonio Abate con un campanellino. A destra santo Stefano con i sassi simbolo della sua lapidazione e san Nicola da Bari con i tre bambini da lui resuscitati. Al centro due angeli sostengono un cerchio, del quale oggi restano solo le tracce dello sfondo, che in origine ospitava una decorazione scolpita, con ogni probabilità raffigurante il monogramma cristologico IHS.

Informazioni:
Tel. +39 349-5326880 Aperta tutto l’anno (se chiusa, chiedere le chiavi a Maraman, L’oste de Seles di fronte)  

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