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SS. Giorgio e Massimo

PARROCCHIALE

La Parrocchiale di SS. Giorgio e Massimo di Marmora, dal bel campanile romanico-gotico, si trova in alto, isolato sopra l'abitato di Marmora; come altre chiese della valle già citata in documenti di inizio Trecento fu rimaneggiata e ampliata nel XVIII secolo ma ha mantenuto parte delle strutture originarie inglobandole nella costruzione. L'interno è costituito da una sola navata con volte a crociera e due profonde cappelle laterali. Proprio nelle cappelle sono visibili testimonianze dell'antica chiesa. Alla base dell’arco d’ingresso di quella di sinistra ci sono due rilievi in pietra scolpita, con un animale, forse un leone, da un lato, e la data 1479 dall’altro; sulla chiave di volta il trigramma di Cristo. Nella cappella di sinistra, dedicata alla Madonna del Rosario, si trova, un affresco di san Giuliano. A fianco, riposta in una nicchia nel muro, una piccola ara romana del I secolo, dedicata alla Vittoria Alata: segno della forte presenza dei Romani in questa zona.
Notevole anche il fonte battesimale ottagonale romanico-gotico in pietra, risalente al XV secolo; sulle facce laterali si trovano scolpiti motivi geometrici e rilievi raffiguranti Adamo e Eva, e la Madonna col Bambino e gli angeli. Sul lato nascosto è raffigurata la Crocifissione, mentre sul fusto si trovano gli Evangelisti.   In età medievale, la chiesa doveva essere decorata sull'intera superficie esterna ed interna: oggi si sono conservati esclusivamente gli affreschi tre e quattrocenteschi del lato sinistro riparati nel Seicento da un portico; su di essa si riconoscono due cicli, uno trecentesco e uno quattrocentesco parzialmente sovrapposto al primo. In seguito alla rimozione di una lastra addossata ai dipinti, alla fine degli anni ottanta, è stata riportata alla luce una scritta nella quale si legge, in italiano, il seguente motto: “Facendo male – sperando bene – lo tempo passa e la morte viene”, seguito, in latino dalla data – 20 giugno 1459 – in cui “hoc opus celebratus fuit” e dal nome dell'autore “Thomas de Buscha pixit” che qui dipinse i santi Gregorio, Massimo, Francesco e Gerolamo. Da notare la presenza di due meridiane, una delle quali datata 1664 è considerata la più antica della valle.

Informazioni:
Tel. +39 0171-998307 (Osteria Croce Bianca in borgata Vernetti – per chiedere le chiavi)

 

 

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